StoryTelling – Atti unici di teatro all’Impronta

5DitaNellaPresa

storytelling

SABATO 21 MARZO 2015

SALA TEATRO LAME BORGATTI

VIA MARCO POLO 51 BOLOGNA

ORE 21

ZOÈ TEATRI PRESENTA

STORY TELLING > ATTI UNICI DI TEATRO ALL’IMPRONTA

CON I 5DITANELLAPRESA

ingresso libero

La prima Long Form non si scorda mai. Un format riproposto più volte, sempre diverso, esilarante ed emozionante.Uno spettacolo di Teatro all’IMPROnta in cui si 5DitaNellaPresa intrecciano storie, scene e riflessioni  completamente improvvisate.

La capacità di narrare di un santone su una montagna, la fresca creatività di un dio giovane e inesperto, il coraggio che ha appena scoperto di avere sconfinato di parecchi chilometri nell’incoscienza, la saggezza frutto dei fallimenti, la spensieratezza dei lemming in viaggio verso il mare, l’allegria contagiosa dei Dodo quando videro la prima nave, la caparbietà delle falene attorno ai lampioni..tutto questo (e molto altro)  è Storytelling.

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TEATROLTRE, MERCOLEDÌ 18 MARZO A URBINO. CE NE ANDIAMO PER NON DARVI ALTRE PREOCCUPAZIONI

PREMIO UBU 2014 COME “MIGLIORE NOVITÀ ITALIANA”

Duo di artisti molto apprezzato nel panorama nazionale e recentemente premiato con l’Oscar del teatro italiano, ossia l’Ubu per “Migliore novità italiana/ricerca drammaturgica”, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini sono in scena mercoledì 18 marzo al Teatro Sanzio con Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni, sesto appuntamento di TeatrOltre, rassegna multidisciplinare di teatro, musica e danza promossa dai Comuni di Pesaro, Urbino, Fano, San Costanzo, San Lorenzo in Campo, Urbania e dall’AMAT con il contributo della Regione Marche e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Deflorian e Tagliarini si misurano continuamente con la realtà in cui viviamo, spostando continuamente l’asse principale della discussione. Come ciò che ci circonda sfugge continuamente, così anche i loro spettacoli si costruiscono tra digressioni, storie, emozioni e ragionamenti.

Punto di partenza e sfondo del lavoro di Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni è una immagine forte, tratta dalle pagine iniziali del romanzo L’esattore dello scrittore greco Petros Markaris, scritto nel 2011. Siamo nel pieno della crisi economica greca quando vengono trovate le salme di quattro donne, pensionate, che si sono tolte volontariamente la vita, dopo aver lasciato spiegato in un biglietto: «Abbiamo capito che siamo di peso allo Stato, ai medici, ai farmacisti e a tutta la società. Quindi ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni. Risparmierete sulle nostre pensioni e vivrete meglio». “La scena raccontata da Markaris – Affermano Deflorian e Tagliarini – ci ha fatto riflettere sul suicidio non come gesto esistenziale ma come atto politico estremo. Non un racconto, né un resoconto, ma un percorso dentro e fuori queste quattro figure di cui non si sa nulla se non la tragica fine. Un percorso fatto di domande e questioni che sono le loro, ma sono soprattutto le nostre. Usiamo lo spazio di libertà della scena per scatenare la nostra collera, sanare l’eccesso di positività che ci circonda, i comportamenti rigidamente politically correct, la commozione facile, il sorriso stereotipato delle relazioni sociali, le ricette per vivere con serenità le ingiustizie che ci toccano. Un gioco performativo che via via durante il lavoro diventa sempre più serio e definitivo. Non è solo la questione della rappresentazione a scricchiolare, ma ancora di più la nostra capacità di persone in scena di fronte ad altre persone sedute di fronte a noi di trovare una risposta costruttiva allo sfacelo prima di tutto morale che ci circonda. Incapaci, impotenti. Ma consapevoli di questo.”

Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni è un progetto di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini prodotto da A.D. in coproduzione con Teatro di Roma, Romaeuropa Festival 2013, 369 gradi in collaborazione con Festival Castel dei Mondi, con Daria Deflorian, Monica Piseddu, Antonio Tagliarini, Valentino Villa. Le luci sono di Gianni Staropoli, la consulenza per le scene di Marina Haas.

Biglietti (10 euro, ridotto 8 euro) presso AMAT 071 2072439 e Teatro Sanzio 0722 2281.

Inizio spettacolo ore 21.

FONTE: http://www.amatmarche.net/

URBINO IN MUSICA, Branduardi domenica 22 marzo.

 ANTEPRIMA NAZIONALE DEL NUOVO TOUR DI ANGELO BRANDUARDI

 

Urbino in Musica – prima stagione musicale promossa dal Comune di Urbino, dalla Cappella Musicale S.S. Sacramento e dall’AMAT con il contributo di Regione Marche e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – s’impreziosisce di un nuovo atteso appuntamento. Domenica 22 marzo il Teatro Sanzio ospita l’anteprima nazionale di Camminando Camminando Tour 2015 di Angelo Branduardi che proprio nella città ducale proverà lo spettacolo che da Urbino toccherà diverse città italiane tra le quali Genova, Roma, Milano, Napoli.

Un concerto di grande coinvolgimento e trasporto nel quale il suono diventa magia ed irrompe nella vita di ogni giorno, che ci allontana dal “qui ed ora” e ci insegna un modo diverso di vivere e nel quale gli spettatori verranno considerati “come giardini segreti magici la mattina presto in cui si entra a piedi nudi per non fare rumore”. Dopo il suo ultimo lavoro, “Il Rovo e la Rosa – Ballate d’amore e di morte”, dove Angelo Branduardi ha ripescato a piene mani nella tradizione del periodo elisabettiano, puntando a saldare produzione pop e lavoro di ricerca, il menestrello d’oltre Po torna in tour la prossima primavera. Si riapre il grande libro delle “Child Ballads”, ovvero la monumentale antologia che il musicologo Francis J. Child raccolse nell’Ottocento compendiando il patrimonio culturale del folk inglese, scozzese ed irlandese poi trasmigrato anche in America, e Branduardi si sofferma sulle arie dell’età Elisabettiana in voga a cavallo tra Cinque e Seicento.

Il Rovo e la Rosa sarà al centro del tour come filo rosso di una antologia che proporrà, tra gli altri, i sempreverdi La Luna, Confessioni di un malandrino, Il dono del cervo.

Il concerto è costruito all’insegna del “meno c’è, più c’è”: Branduardi lavora per sottrazione, anziché per addizione, cercando essenzialità e pulizia, cerca il vuoto (al contrario dei barbari che ne avevano terrore); più che a riempire gli spazi con arrangiamenti su arrangiamenti, punta a lasciare anche i giusti silenzi, con l’obiettivo di permettere alle frasi musicali di respirare e di manifestarsi pienamente.

Branduardi invita così il pubblico ad entrare in quello che lui definisce una sorta di “giardino segreto” da frequentare all’alba, in punta di piedi (scalzi), costruito su suoni che sono allo stesso tempo antichi e moderni, cogliendone le suggestioni e gli umori, ascoltando l’eco senza tempo di quegli antichi racconti popolari di amore e di morte, di incanti e avventure, tramandati per secoli e tutt’ora presenti nella memoria collettiva delle genti al di qua e al di là dell’Atlantico.

Sul palco ad accompagnarlo: Michele Ascolese  Chitarra elettrica, acustica – Stefano Olivato Contrabbasso, Basso, armonica a bocca – Leonardo Pieri Tastiere, Fisa – Davide Ragazzoni Batteria e percussioni.

Biglietti (settore A 20 euro ridotto 15 euro, settore B 15 euro ridotto 12 euro, settore C 10 euro) in vendita alla botteghino del Teatro Sanzio 0722 2281, AMAT 071 2072439.

Inizio concerto ore 17.30.

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barbara mancia

ufficio stampa

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https://twitter.com/ManciaB

Concerti. Finardi al Teatro Sanzio di Urbino.

URBINO IN MUSICA, GIOVEDÌ 15 GENNAIO EUGENIO FINARDI CON PAROLE & MUSICA

Giovedì 15 gennaio nuovo appuntamento al Teatro Sanzio per Urbino in Musica, prima stagione musicale promossa dal Comune di Urbino, dalla Cappella Musicale S.S. Sacramento e dall’AMAT con il contributo di Regione Marche e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Ad attendere il pubblico è Eugenio Finardi con Parole & Musica, uno spettacolo concepito appositamente per location più intime e raccolte dove instaurare un vero e proprio dialogo con gli spettatori.

«Mi sono reso conto che negli ultimi anni mi veniva dal pubblico, da voi, non solo una richiesta di canzoni, di musica, di melodia – afferma l’artista – ma anche l’esigenza di un incontro che servisse a chiarire e ad approfondire i temi che in questi tempi turbolenti sempre più ci inquietano, ma anche le storie che hanno ispirato le canzoni che canterò e le riflessioni che questi quarant’anni di carriera e di esperienza mi hanno portato a fare.»

Le sonorità proposte nello spettacolo sono acustiche con, al fianco di Finardi, i fidati Giovanni Maggiore alle chitarre e Paolo Gambino al pianoforte ai quali si aggiunge la giovanissima nipote di Eugenio, Federica Finardi al violoncello che esordisce nella musica d’autore dopo aver girato l’Europa con l’Orchestra Giovanile Italiana. Il violoncello ha dato modo a Finardi e ai suoi musicisti di sviluppare arrangiamenti che valorizzano ancora di più la sua raffinata visione musicale. Il light design di Alessandro Gallo contribuisce a rendere ancora più suggestiva l’atmosfera sul palco.

Figlio di una cantante ed insegnante lirica statunitense, perfezionatasi a Milano, e di Enzo Finardi, bergamasco, tecnico del suono, Eugenio Finardi dopo l’incisione di un disco di canzoni per bambini all’età di nove anni (Palloncino rosso fuoco), inizia la carriera negli anni settanta come musicista rock, in gruppi quali Tiger, Il Pacco con il giovane chitarrista italo-brasiliano Alberto Camerini. Comincia poi a scrivere canzoni con testi in inglese, e nel 1973 la Numero Uno (casa discografica di proprietà di Mogol e Lucio Battisti) pubblica il suo primo 45 giri, con Spacey stacey e Hard rock honey, brani con sonorità vicine all’hard rock, cantati in inglese, di cui Finardi scrive le musiche (i testi sono della cantautrice californiana Marva Jan Marrow). Decide quindi di passare all’italiano, con testi diretti ed impegnati, e pubblica il suo primo album nel 1975, Non gettate alcun oggetto dai finestrini. Il successo arriva l’anno dopo con Sugo che porta in sé due delle sue canzoni più famose La radio e Musica Ribelle. Segue l’album Diesel, 1977, considerato tra i suoi migliori, che contiene altri brani divenuti famosi come Non è nel cuore, Diesel e Non Diventare Grande Mai. Dalla collaborazione con il gruppo Crisalide che vede tra i componenti Ernesto Vitolo alle tastiere e Stefano Cerri al basso elettrico nasce l’album Blitz del ’78, che contiene tra gli altri i brani Extraterrestre e Cuba. Nel 1983 è la volta di Dal Blu che contiene Le ragazze di Osaka e Amore diverso. L’album è dedicato alla figlia Elettra, nata con la Sindrome di Down. Seguono Vorrei svegliarti col quale debutta al Sanremo 1985, preludio dell’album Colpi Di Fulmine, album che si apre verso registri più sincopati e di matrice jazz. Dolce Italia è del 1987, mentre nel 1989 il cantautore pubblica Il Vento Di Elora con la celebre Vil Coyote dove traccia in modo originale similitudini tra la vita reale e i personaggi dei cartoni animati. Nel 1990 con La forza dell’amore rilegge in chiave moderna alcune sue canzoni, con la partecipazione di Ligabue, Ivano Fossati e Rossana Casale. Tra mille esperienze dal 2012 alla fine del 2013 Finardi è impegnato nel Nuovo Umanesimo Tour sia nella versione elettrica sia nella versione acustica Parole & Musica. Il 28 gennaio 2014 esce Fibrillante anticipato dal lyric video di Come Savonarola.

Informazioni e biglietti (10 euro ridotto 8 euro): Teatro Sanzio 0722 2281, AMAT 071 2072439. Inizio spettacolo ore 21.

IMPRÒ ALLA RAI

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Gli improvvisatori di Improteatro in TV per 31 domeniche, a partire dal 12 ottobre, a “Uno Mattina in Famiglia” su RAI 1

L’improvvisazione teatrale torna in televisione. “Improvvisa-mente” è il nome dello spazio all’interno del programma RAI “Uno Mattina in Famiglia” che vedrà protagonisti gli improvvisatori e le improvvisatrici di Improteatro in una serie di gare spettacolo che accompagneranno la programmazione RAI per 31 domeniche consecutive: si parte domenica 12 ottobre alle ore 9.20.

Gli improvvisatori provengonoda tutta Italia e saranno divisi in 16 squadre che si sfideranno a colpi di improvvisazione teatrale. Il format è “Imprò” lo spettacolo principe dell’improvvisazione teatrale italiana. Porteranno davanti alle telecamere nazionali storie di ogni genere, alla maniera di Shakespeare o di Pirandello, di Tarantino o di Sergio Leone, con un occhio sempre rivolto all’ironia e alle battute d’effetto. Come sempre nulla è scritto, tutto sarà improvvisato sul momento.

NELLLA SQUADRA DI BOLOGNA…

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