URBINO IN MUSICA, GIOVEDÌ 28 MAGGIO AL TEATRO SANZIO

LE QUATTRO STAGIONI CON L’ORCHESTRA SINFONICA G. ROSSINI

Giovedì 28 maggio Urbino in Musica – prima stagione musicale promossa dal Comune di Urbino, dalla Cappella Musicale S.S. Sacramento e dall’AMAT – ospita al Teatro Sanzio il concerto Le quattro stagioni, la composizione più celebre di Antonio Vivaldi, interpretata da l’Orchestra Sinfonica G. Rossini in formazione cameristica di tredici elementi – Paride Battistoni e Marco Bartolini violini solisti – diretta da Giancarlo De Lorenzo. L’invito è quello ad ascoltare ed avvicinare questo celeberrimo capolavoro in un modo diverso, con l’introduzione e il commento, con la solita verve ed ironia, di Noris Borgogelli.

Una serata dunque dal sapore esclusivo per ascoltare l’eccellente opera di Vivaldi, considerato il più influente e originale musicista italiano della sua epoca e uno dei più grandi compositori di musica barocca.

L’Orchestra Sinfonica G. Rossini è l’orchestra della Provincia di Pesaro e Urbino con sede a Pesaro e a Fano. L’organico orchestrale, selezionato tramite audizioni, è costituito in maggior parte da diplomati provenienti dal Conservatorio Statale di Musica G. Rossini. Il nucleo storico dell’orchestra è costituito da professori che partecipano da oltre venticinque anni alle più importanti stagioni liriche e concertistiche della Regione Marche. Le figure di riferimento dell’orchestra con le quali collabora stabilmente sono Massimo Quarta (direttore stabile), Daniele Agiman (direttore principale), Roberto Molinelli (direttore per l’innovazione) e Noris Borgogelli (direttore artistico). Di grande prestigio la presenza costante nel cartellone del Rossini Opera Festival e l’incarico di orchestra principale per la Fondazione Teatro della Fortuna di Fano. Ha realizzato tournée in Corea del Sud, Malta, Turchia, Austria, Francia, Germania, Svezia, Cina, Svizzera e recentemente in Giappone con grande successo. In Italia si è esibita in celebri teatri quali il Teatro Gaetano Donizetti di Bergamo, il Teatro Verdi di Pisa, il Teatro Grande di Brescia, la Sala Verdi del Conservatorio di Milano, l’Auditorium Parco della Musica a Roma e la Sala Nervi in Vaticano. Ha partecipato, inoltre, a festival e stagioni musicali di grande prestigio.

 

Informazioni e biglietti (10 euro ridotto 8 euro): Teatro Sanzio 0722 2281, AMAT 071 2072439.

Inizio concerto ore 21.

Fano. Teatro della FortunaOttavia Piccolo in “7MInuti”. Sabato 23 novembre 2015

FANO | sabato 28 febbraio 2015
Teatro della Fortuna ore 21,00
OTTAVIA PICCOLO
7 MINUTI
di Stefano Massini
regia Alessandro Gassmann 

Emilia Romagna Teatro – Teatro Stabile dell’Umbria – Teatro Stabile del Veneto

7 MINUTI

di Stefano Massini
con Ottavia Piccolo
Paola Di Meglio, Silvia Piovan, Olga Rossi, Maiga Balkissa, Stefania Ugomari Di Blas
Cecilia Di Giuli, Eleonora Bolla, Vittoria Corallo, Arianna Ancarani, Stella Piccioni
regia Alessandro Gassmann
scenografia Gianluca Amodio
costumi Lauretta Salvagnin
light designer Marco Palmieri
musiche originali Aldo e Pivio De Scalzi
videografie Marco Schiavoni

7 minuti 2

7 minuti di Stefano Massini, basato su un episodio realmente accaduto in una fabbrica francese è, in questo passaggio storico, il testo che andavo cercando. Parliamo di lavoro, di donne, di diritti, lo faremo dando voce ed anima a undici protagoniste operaie che ci permetteranno di raccontare con le loro diverse personalità̀, le paure per il nostro futuro e per quello dei nostri figli, le rabbie inconsulte che situazioni di precarietà̀ lavorative possono scatenare, le angosce che il mondo del lavoro dipendente vive in questo momento. Il linguaggio di Massini è vero, asciutto, credibile, coinvolgente, molto attento e preciso nel descrivere i rapporti e i percorsi di vita di undici donne, madri, figlie, tutte appunto diverse tra loro ma capaci di raccontarci una umanità̀ che tenta disperatamente di reagire all’incertezza del futuro. Ottavia Piccolo, Blanche, rappresenterà̀, tra questi undici caratteri, la possibilità̀ di resistenza, il tentativo di far prevalere nel caos la logica, la giustizia, una sorta di “madre coraggiosa” che tenta di indicare una via alternativa. Il disegno registico, come mia abitudine, si concentrerà̀ sul tentativo di dare verità̀ a queste anime, descrivendone, in una scenografia iperrealista, tutte le diversità̀, emozioni, incomprensioni, tentando, come sempre, di amplificare le emozioni già̀ presenti nel testo. Il teatro può davvero essere luogo di denuncia senza mai rinunciare alla produzione di emozioni, questo ho fatto finora e continuerò̀ a fare con 7 minuti. Alessandro Gassmann

Ci sono storie che ti vengono a cercare. Sembra che facciano davvero di tutto per essere raccontate, per essere scritte. Una di queste ha raggiunto e conquistato me e ha a che fare con le operaie tessili di Yssingeaux, nell’Alta Loira. Il fatto di cronaca risale al gennaio 2012 e ha riempito i giornali d’Oltralpe: d’altra parte poteva passare inosservato quel braccio di ferro così spietato fra le dipendenti – tutte donne – di uno dei massimi colossi industriali francesi e i nuovi dirigenti subentrati al controllo? La storia delle operaie di Yssingeaux mi ha dato la caccia per vari mesi. Non potevo aprire un quotidiano o cliccare su una web-page senza trovarmi di nuovo davanti quei visi femminili, assortiti di ogni età̀, impegnate in una difesa epica – antica eppure modernissima – della propria dignità̀ di lavoratrici. Ma in quale modo raccontare in teatro tutto questo? Il pretesto me l’ha fornito, come sempre, non il filone principale bensì uno dei tanti aneddoti di cui è costellata la drammatica trattativa di quei giorni: la lunga riunione del consiglio di fabbrica che doveva decidere se accettare o meno una rinuncia ai propri diritti acquisiti. Su quella riunione ho costruito tutto. E con grande passione, perché mi sembrava straordinario ritrarre in scena il mosaico estremo di quel conclave tutto di donne, chiamate a votare “sì o no” non solo alla propria sorte, ma anche a quella di chissà̀ quante altre fabbriche nell’Europa della grande crisi. Come in tante occasioni – di cui la Storia è piena – si ha davvero la sensazione che nel piccolo di quella riunione a Yssingeaux si sia realizzato il modello in miniatura del più tremendo dramma del nostro tempo: il dibattito fra quelle undici donne, diversissime, è in fondo il sismografo di un inizio secolo iper-contraddittorio in cui la bussola del lavoro sbanda impazzita, tirando nel vortice la stessa identità̀ del cittadino europeo moderno. Ecco perché ho ceduto alla pressante preghiera di quelle donne che dalle foto dei giornali mi chiedevano di essere raccontate: la loro storia è una radiografia del presente, in ognuna di loro – nelle storie di ognuna di loro – c’è il paradigma di qualcosa che ci riguarda, ci tocca e merita di comporre il mosaico di una narrazione contemporanea. E se nell’immediato dopoguerra, Reginald Rose utilizzò l’espediente geniale di una composita giuria per scandagliare i fondali limacciosi della società̀ americana, io sono convinto che un consiglio di fabbrica possa quanto mai servire, oggi, per indagare i movimenti tellurici dell’Europa dilaniata dagli spread. Stefano Massini

Fonte: AMAT

URBINO IN MUSICA, MERCOLEDÌ 11 FEBBRAIO AL TEATRO SANZIO

L’ORCHESTRA FILARMONICA MARCHIGIANA PRESENTA TUTTO BEETHOVEN


Mercoledì 11 febbraio nuovo appuntamento al Teatro Sanzio per Urbino in Musica, prima stagione musicale promossa dal Comune di Urbino, dalla Cappella Musicale S.S. Sacramento e dall’AMAT con il contributo di Regione Marche e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Al grande compositore tedesco Ludwig van Beethoven è dedicata la serata dal titolo Tutto Beethoven proposta dalla FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana con al pianoforte Nicola Losito e alla direzione d’orchestra Jacopo Rivani. Un’occasione imperdibile con una delle tredici Istituzioni Concertistiche Orchestrali italiane formata per la maggior parte da valenti musicisti marchigiani, fra cui molti giovani, per immergersi nelle splendide creazioni musicali dell’artista che con il suo lavoro ha aderito ai grandi ideali di libertà e giustizia emersi dalla Rivoluzione francese.

Ludwig van Beethoven, grande genio della musica di tutti i tempi, è ritratto attraverso due dei suoi lavori più noti e amati: il Concerto per pianoforte “Imperatore”, grandioso monumento allo spirito concertante del classicismo pervaso di eroismo preromantico, e la Quarta Sinfonia, amabile e al tempo stesso energica rivisitazione personalizzata del Settecento musicale, dopo la maestosa Terza e prima della titanica Quinta, paragonata da Schumann ad una “slanciata fanciulla greca fra due giganti nordici”.

 

L’Orchestra Filarmonica Marchigiana, fondata nell’anno 1985 e oggi gestita dalla Fondazione Orchestra Regionale delle Marche (FORM), è una delle tredici Istituzioni Concertistiche Orchestrali italiane riconosciute dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. L’Orchestra affronta con notevole flessibilità il repertorio sia lirico, sia sinfonico, distinguendosi di conseguenza per una particolare duttilità sul piano artistico-interpretativo, come rilevato da tutti gli interpreti e i direttori d’orchestra che con essa hanno collaborato.

Informazioni e biglietti (10 euro ridotto 8 euro): Teatro Sanzio 0722 2281, AMAT 071 2072439.

Inizio concerto ore 21.

Concerti. Finardi al Teatro Sanzio di Urbino.

URBINO IN MUSICA, GIOVEDÌ 15 GENNAIO EUGENIO FINARDI CON PAROLE & MUSICA

Giovedì 15 gennaio nuovo appuntamento al Teatro Sanzio per Urbino in Musica, prima stagione musicale promossa dal Comune di Urbino, dalla Cappella Musicale S.S. Sacramento e dall’AMAT con il contributo di Regione Marche e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Ad attendere il pubblico è Eugenio Finardi con Parole & Musica, uno spettacolo concepito appositamente per location più intime e raccolte dove instaurare un vero e proprio dialogo con gli spettatori.

«Mi sono reso conto che negli ultimi anni mi veniva dal pubblico, da voi, non solo una richiesta di canzoni, di musica, di melodia – afferma l’artista – ma anche l’esigenza di un incontro che servisse a chiarire e ad approfondire i temi che in questi tempi turbolenti sempre più ci inquietano, ma anche le storie che hanno ispirato le canzoni che canterò e le riflessioni che questi quarant’anni di carriera e di esperienza mi hanno portato a fare.»

Le sonorità proposte nello spettacolo sono acustiche con, al fianco di Finardi, i fidati Giovanni Maggiore alle chitarre e Paolo Gambino al pianoforte ai quali si aggiunge la giovanissima nipote di Eugenio, Federica Finardi al violoncello che esordisce nella musica d’autore dopo aver girato l’Europa con l’Orchestra Giovanile Italiana. Il violoncello ha dato modo a Finardi e ai suoi musicisti di sviluppare arrangiamenti che valorizzano ancora di più la sua raffinata visione musicale. Il light design di Alessandro Gallo contribuisce a rendere ancora più suggestiva l’atmosfera sul palco.

Figlio di una cantante ed insegnante lirica statunitense, perfezionatasi a Milano, e di Enzo Finardi, bergamasco, tecnico del suono, Eugenio Finardi dopo l’incisione di un disco di canzoni per bambini all’età di nove anni (Palloncino rosso fuoco), inizia la carriera negli anni settanta come musicista rock, in gruppi quali Tiger, Il Pacco con il giovane chitarrista italo-brasiliano Alberto Camerini. Comincia poi a scrivere canzoni con testi in inglese, e nel 1973 la Numero Uno (casa discografica di proprietà di Mogol e Lucio Battisti) pubblica il suo primo 45 giri, con Spacey stacey e Hard rock honey, brani con sonorità vicine all’hard rock, cantati in inglese, di cui Finardi scrive le musiche (i testi sono della cantautrice californiana Marva Jan Marrow). Decide quindi di passare all’italiano, con testi diretti ed impegnati, e pubblica il suo primo album nel 1975, Non gettate alcun oggetto dai finestrini. Il successo arriva l’anno dopo con Sugo che porta in sé due delle sue canzoni più famose La radio e Musica Ribelle. Segue l’album Diesel, 1977, considerato tra i suoi migliori, che contiene altri brani divenuti famosi come Non è nel cuore, Diesel e Non Diventare Grande Mai. Dalla collaborazione con il gruppo Crisalide che vede tra i componenti Ernesto Vitolo alle tastiere e Stefano Cerri al basso elettrico nasce l’album Blitz del ’78, che contiene tra gli altri i brani Extraterrestre e Cuba. Nel 1983 è la volta di Dal Blu che contiene Le ragazze di Osaka e Amore diverso. L’album è dedicato alla figlia Elettra, nata con la Sindrome di Down. Seguono Vorrei svegliarti col quale debutta al Sanremo 1985, preludio dell’album Colpi Di Fulmine, album che si apre verso registri più sincopati e di matrice jazz. Dolce Italia è del 1987, mentre nel 1989 il cantautore pubblica Il Vento Di Elora con la celebre Vil Coyote dove traccia in modo originale similitudini tra la vita reale e i personaggi dei cartoni animati. Nel 1990 con La forza dell’amore rilegge in chiave moderna alcune sue canzoni, con la partecipazione di Ligabue, Ivano Fossati e Rossana Casale. Tra mille esperienze dal 2012 alla fine del 2013 Finardi è impegnato nel Nuovo Umanesimo Tour sia nella versione elettrica sia nella versione acustica Parole & Musica. Il 28 gennaio 2014 esce Fibrillante anticipato dal lyric video di Come Savonarola.

Informazioni e biglietti (10 euro ridotto 8 euro): Teatro Sanzio 0722 2281, AMAT 071 2072439. Inizio spettacolo ore 21.

Concerti. Enoteca di Lunano. Tre gruppi un una sera

Line Cotica, ovvero tre emergenze dialettali della provincia pesarese.
Tre gruppi che cantano il Dialetto dellì’entroterra pesarese.
In un unico concerto.
Venerdì, 19 settembre 21.30
Ingresso libero

I Sciampagn & Ghianda di Pieve di Cagna, tornano nell’alta Val del Foglia
e portano con loro i Borghetti Bugaron Band di Fano e i Canebianco Di Petriano. Tre gruppi
che partecipano al Festival del Dialetto!!